Coro di Iglesias


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Stanislao Silesu

Nella prima metà del secolo scorso il nome di Stanislao Silesu era conosciuto sicuramente in tutti gli ambienti culturali di Parigi, Londra e in molte altre capitali europee. Artisti e intellettuali del periodo apprezzarono le sue composizioni e tanta gente comune si appassionò alla sua musica pur senza conoscerne l'autore.
Silesu nacque a Samassi il 5 luglio del 1883 dai genitori Anna Lai e Luigi. Dopo un anno e mezzo dalla sua nascita la famiglia si trasferì ad
Iglesias, dove il padre fu chiamato per ricoprire l'incarico di organista della cattedrale. Luigi Silesu fu infatti un bravo pianista, organista e compositore e si occupò della formazione musicale del piccolo Stanislao creando forse l'unico enfant prodige sardo, tant'è vero che il bambino iniziò ad esibirsi in esecuzioni al pianoforte all'età di 10 anni riscuotendo un notevole successo.
Sempre sotto la guida del padre e di Luigi Allione (direttore della banda civica di Iglesias) iniziò a comporre Valzer, mazurche , polche e altre opere giovanili tutte dedicate alle persone a lui più care. Quando il padre si rese conto che il grande talento del figlio non avrebbe potuto svilupparsi in una Sardegna che poteva offrire ben poco come studi musicali, decise di mandare Stanislao a Milano. Qui frequentò il conservatorio Giuseppe Verdi e prese lezioni private di composizione dal Maestro Carlo Gatti.
Durante questo periodo scrisse la romanza Rosa gentile per voce e pianoforte e vari brani per pianoforte solo. A Milano conobbe la cantante sarda Carmen de Villa, che diventò la sua compagna di vita. Nel 1907 lasciò Milano e si trasferì a Parigi, che era in quel periodo il centro culturale europeo dove si riunivano tutti gli artisti e gl'intellettuali dell'epoca.
L'incontro con questo ambiente fu importantissimo per la maturazione artistica di Silesu; egli studiò, infatti, alla Schola Cantorum con Vincent d'Indy e frequentò i più grandi musicisti e compositori dell'epoca, da Ravel a De Falla a Puccini.
Nel 1903 Stanislao Silesu componeva il suo primo melodramma, Amsicora, in tre atti, su libretto di Sestilio Magnanelli. La sua seconda opera, sempre su libretto di Magnanelli, fu Astore, in un unico atto, tratto da una novella di Grazia Deledda. Al 1923 risale il melodramma Le lys dans la vallée, in quattro atti, tratta dall'omonimo romanzo di Honoré de Balzac. L'ultima sua opera s'intitola Gil Blas, rimasta incompiuta per la morte dell'autore.

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